15 novembre 2022 UN EROE - METTI UNA SERA AL CINEMA - CGS DON BOSCO VERBANIA

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15 novembre 2022 UN EROE

METTI UNA SERA AL CINEMA 33
UN EROE
UN EROE – regia di Asghar Farhadi
 
Genere Drama  - durata 127  minuti

 
Rahim Soltani ha contratto un debito che non può onorare. Per questa ragione sconta da tre anni la pena in carcere. Separato dalla moglie, che gli ha lasciato la custodia del figlio, sogna un futuro con Farkhondeh, la nuova compagna che trova accidentalmente una borsa piena d'oro. Oro provvidenziale con cui 'rimborsare' il suo creditore. Rahim pensa di venderlo ma poi decide di restituirlo con un annuncio. La legittima proprietaria si presenta, l'oro è reso e il detenuto promosso al rango di eroe virtuoso dall'amministrazione penitenziaria che decide di cavalcare la notizia, mettendo a tacere i recenti casi di suicidio in cella. Rahim diventa improvvisamente oggetto dell'attenzione dei media e del pubblico.

Un film costruito sul debito, sulla necessità anche simbolica di risarcire intesa come idea di azzeramento del passato, come riedificazione di un tempo della dignità e della coscienza: con Un eroe, Gran Premio della Giuria a Cannes 74, Asghar Fahradi torna a girare in Iran e insiste sul suo cinema in cerca di una conciliazione impossibile tra i suoi personaggi vessati da eventi che li sovrastano e la realtà nella quale agiscono. L’impianto è come sempre costruito su dinamiche narrative occluse, che imprigionano i protagonisti e li costringono a fare i conti non tanto con le loro coscienze (cosa dalla quale non rifuggono mai), quanto con lo scenario complessivo in cui si muovono. Ancora una volta il protagonista è un uomo costretto a confrontarsi con una serie di legami che lo spingono a fare i conti con se stesso: il suo nome è Rahim e sta scontando in prigione una condanna per un debito che non è stato in grado di pagare. Quando la sua donna trova una borsa piena di monete d’oro, invece di usarla per rimborsare il suo creditore, decide di cercare la proprietaria e restituirgliela, atto che gli procura un encomio dalla direzione del carcere e una certa notorietà sulla stampa, in tv e sui social. Su questo presupposto apparentemente edificante Asghar Fahradi costruisce in realtà una storia fatta di rancori, sospetti, delusioni, ripicche, rabbia, in cui la vera merce di scambio, il debito più autentico da ripianare, sarà quello con la verità e con le ragioni della coscienza. In una spirale di eventi che ricollocano progressivamente il baricentro morale della vicenda, infatti, assistiamo al declassamento del gesto di Rahim, che verrà via via messo in discussione, reinterpretato, contestato e persino falsificato non solo da chi ha interesse a non credergli, ma anche dallo stesso protagonista, costretto a portare prove false di ciò che ha fatto in piena coscienza. Sembra quasi una fiaba nera,Un eroe,con questo stratagemma della borsa piena d’oro rinvenuta dall’eroe che però deve attraversare una serie di prove per far valere la sua dignità. Ma nel cinema di Farhadi lo scenario non è mai limpido, è dallo sfondo che emergono i contrasti, le pulsioni sociali capaci di deformare la realtà del protagonista e la sua stessa coscienza. Come sempre, il regista scandaglia il rapporto tra verità e menzogna, ponendolo dinnanzi al giudizio astratto di una comunità che non valorizza tanto l’onestà dei sentimenti quanto la minaccia della diffamazione. Lo stile è lineare, Fahradi dispone gli elementi drammatici con la precisione di un effetto domino, per far cadere una tessera dopo l’altra la via della salvezza del suo protagonista.

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