PRESENTAZIONE RASSEGNA 29 - METTI UNA SERA AL CINEMA - CGS DON BOSCO VERBANIA Cinecircolo Giovanile Socioculturale

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PRESENTAZIONE RASSEGNA 29

METTI UNA SERA AL CINEMA 29


Il Cinecircolo Giovanile Socio Culturale  "DON BOSCO"

presenta

la rassegna di cultura cinematografica

giunta alla sua 29a edizione...



La rassegna ufficiale inizia
 martedi 24 ottobre 2017
presso Il Chiostro
Via F.lli Cervi,14 Verbania-Intra VB

Il costo della
TESSERA  ASSOCIATIVA e' di 60,00 €
per 23 film il Martedi

+ 3 film nella RASSEGNA CINEVINO
di giovedi
In collaborazione con A.I.S. VCO
+ 2 film nella RASSEGNA CINEMA SOLIDALE  
di giovedi
In collaborazione con l'Associazione
3 turni :  Turno A ore 17:15
              Turno B ore 19:30
              Turno C ore 21:30

RASSEGNA RISERVATA
UNICAMENTE agli ASSOCIATI

La vendita delle tessere associative iniziera’  Lunedi 9 ottobre 2017 alle ore 9:00
sia ON LINE che nelle RIVENDITE
Per facilitare le operazioni di vendita delle tessere,  scarica qui il modulo e consegnalo COMPILATO (POSSIBILMENTE in STAMPATELLO)  
alla rivendita .

Le rivendite sono le seguenti:
PUNTOLINEA di MINIONI
Piazza Giovanni XXIII, 19 28922
VERBANIA-Pallanza (VB)

CARTOLERIA LIBRERIA ALBERTI
Corso Garibaldi  28921
VERBANIA-INTRA (VB)

CARTOLERIA LIBRERIA LEONE
Via Principe TOMMASO, 18  
28838 STRESA (VB)
Gentili signore e signori,
siamo felici di aprire la nostra 29esima rassegna
METTI UNA SERA AL CINEMA
con un concerto che fa da ponte tra il festival estivo ALPI E LIBERTA’ terminato a fine agosto e l’inizio della stagione di cultura cinematografica invernale.Il festival estivo si è contraddistinto grazie all’incontro con il regista Giorgio Diritti durante due giorni intensi tra le immagini dei suoi film, i suoi racconti, i racconti  delle nostre montagne e gli scorci più belli delle nostre valli.
Il suo film simbolo IL VENTO FA IL SUO GIRO ha concluso questo festival di cinema itinerante nelle nostre terre alte.
E’ di quei giorni l’idea di un concerto delle colonne sonore dei suoi film, proposto dai musicisti che da sempre scrivono e compongono le colonne sonore dei suoi film.
Per una volta le immagini saranno evocate dalla musica e dunque non perdete questa occasione unica …. e non è detto che inaspettatamente appaia il regista stesso.

Vi aspettiamo dunque
MARTEDI’ 17 OTTOBRE ORE 20.30
presso
AUDITORIUM IL CHIOSTRO
Via F.lli Cervi 14
Verbania Intra
CONCERTO
LA MUSICA NEL CINEMA DI GIORGIO DIRITTI
L’entrata è libera fino ad esaurimento posti
17 ottobre 2017 Concerto La musica nel Cinema di Giorgio DIRITTI
Concerto La musica nel Cinema di Giorgio DIRITTI

PRESENTAZIONE DELLA RASSEGNA  

“Non c'è nessuna forma d'arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell'anima”(Ingmar Bergman). Per questo, come ai bambini piace ascoltare,prima di addormentarsi,la loro fiaba preferita perché dà loro la sicurezza di poter risolvere conflitti e paure, anche agli adulti,giovani e non, piace ascoltare e vedere le storie che i film raccontano, perché comprendono come le loro personalissime vicende siano universali.  leggi tutto


******  TUTTE LE SCHEDE E I TRAILERS  ******

24 ottobre 2017
LA TARTARUGA ROSSA
31 ottobre 2017
LA TENEREZZA
7 novembre 2017
L'ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA
14 novembre 2017
ROSSO INSTANBUL
21 novembre 2017
PATERSON
28 novembre 2017
L'ORDINE DELLE COSE
5 dicembre 2017
IN VIAGGIO CON JACQUELINE
12 dicembre 2017
INSOSPETTABILI SOSPETTI
19 dicembre 2017
WALK WITH ME
9 gennaio 2018
THE TEACHER
16 gennaio 2018
LOVING
23 gennaio 2018
IL VIAGGIO DI FANNY
30 gennaio 2018
PATERSON
6 febbraio 2018
L'INGANNO
13 febbraio 2018
UN PROFILO PER DUE
20 febbraio 2018
TUTTO QUELLO CHE VUOI
27 febbraio 2018
FAMIGLIA ALL'IMPROVVISO
6 marzo 2018
LIBERE DISOBBEDIENTI INNAMORATE
13 marzo 2018
RITRATTO DI FAMIGLIA CON TEMPESTA
20 marzo 2018
ON THE MILKY ROAD
27 marzo 2018
LETTERE A TRE MOGLI
10 aprile 2018
LE COSE CHE VERRANNO - L'AVENIR
17 aprile 2018
LOVELESS
24 aprile 2018
SOLE CUORE AMORE
Rassegna CINEMA SOLIDALE
RASSEGNA CINEMA SOLIDALE
Rassegna CINEVINO
RASSEGNA CINEVINO

ARRIVEDERCI AL MARTEDI....

PRESENTAZIONE DELLA RASSEGNA  

 
“Non c'è nessuna forma d'arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell'anima”(Ingmar Bergman). Per questo, come ai bambini piace ascoltare,prima di addormentarsi,la loro fiaba preferita perché dà loro la sicurezza di poter risolvere conflitti e paure, anche agli adulti,giovani e non, piace ascoltare e vedere le storie che i film raccontano, perché comprendono come le loro personalissime vicende siano universali.
E' significativo e interessante il fatto che la parola “proiezione” venga usata sia per la psicanalisi (processo mentale con cui un soggetto espelle da sé e localizza in qualcosa di esterno i propri sentimenti, desideri, pregiudizi), sia per il cinema (immagini trasmesse su uno schermo bianco).
Sul grande schermo infatti si proiettano vicende e narrazioni che si riverberano dentro di noi: un film è come un “sogno”, purché lo facciamo vibrare all'interno della nostra personalità.
Tutti coloro che producono un film (basta soffermarsi sui titoli di coda dopo il “ The End”) mettono in scena i cicli della vita, le sfide cruciali dei momenti di passaggio, le situazioni problematiche, le soluzioni possibili e gli esiti infausti, i successi e le sconfitte, le cadute e le risalite. Con le loro narrazioni i film contribuiscono a dare o ridare qualche pezzetto di identità a ciascuno di noi: in un film si ricrea nello spazio temporale di due ore quel rapporto individuo società così necessario per tenere assieme le nostre vite. Chi, quindi, qualche tempo fa pensava e diceva che il cinema era morto, è stato in modo sorprendente smentito dai vari festival: Sundance, Cannes, Venezia, Toronto e altri che hanno reso difficile la scelta per la Rassegna n. 29 del CGS di Verbania,  che alla fine però ha visto la luce e che ci auguriamo come sempre soddisfi il nostro pubblico e gli offra una panoramica geografica e tematica tale da accompagnarlo nel ritorno a casa divertito, arricchito e, per quanto detto sopra, anche riconciliato con se stesso e gli altri.

“La cultura è un bene comune primario come l'acqua; i teatri, le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedotti”(Claudio Abbado).

Buona visione!  


 
Ed ecco i film in sintesi:

La tartaruga rossa
Titolo originale: La tortue rouge
La tartaruga rossa è un film di genere animazione del 2016, diretto da Michael Dudok de Wit. Durata 80 minuti.
La Tartaruga Rossa racconta le grandi tappe della vita di un essere umano, attraverso la storia di un naufrago su un'isola deserta popolata di tartarughe, granchi e uccelli.
Nella prima parte La tartaruga rossa di Michael Dudok De Vit è uno straordinario esercizio di cinema, che gioca sul sensoriale, sul suono e sull'immagine, per annullare la barriera dello schermo e farci vivere direttamente la natura. Un'esperienza rara, preziosa, per certi versi stupefacente. Procedendo, l'esperimento si trasforma in una fiaba un po' più didascalica, con una colonna sonora preponderante e un simbolismo che appesantisce leggermente la semplicità diretta delle prime battute. La tartatuga rossa rimane comunque un film degno del tempo di ogni appassionato di cinema, sublimato dalla coraggiosa scelta di rinunciare ai dialoghi e alle parole. (Domenico Misciagna)
Presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Un certain regard.

La tenerezza è un film di genere drammatico del 2017, diretto da Gianni Amelio, con Elio Germano e Giovanna Mezzogiorno. Durata 103 minuti.

Gianni Amelio gira un film personalissimo scegliendo un protagonista che ha la sua stessa età e, con onestà e dolcezza, racconta un'umanità che cerca di farsi voler bene e che, nonostante un'inquietudine tutta contemporanea, è pronta a rimettersi in discussione a rianalizzare il passato. La tenerezza è un andirivieni reale e metaforico, un viaggio nel nostro cuore e fra le vie di una Napoli borghese dove uomini e donne non esitano ad ammettere debolezze e a vergognarsi un po'. Renato Carpentieri è un protagonista magnifico, e anche Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno e Micaela Ramazzotti aderiscono perfettamente ai loro personaggi, come ammaliati da un regista a cui hanno saputo abbandonarsi.


Titolo originale: Toivon tuolla puolen
L'altro volto della speranza è un film di genere drammatico del 2017, diretto da Aki Kaurismäki, con Sherwan Haji e Sakari Kuosmanen. Durata 98 minuti.
Wilkström è un rappresentante di camicie, che lascia moglie e lavoro, e punta tutto su una partita a poker per cambiare vita. Khaled è un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una carboniera che si ritrova a Helsinki quasi per caso. Anche lui vuole cambiare vita. Le autorità però vorrebbero rispedire ad Aleppo Khaled, che se la deve vedere anche con dei picchiatori razzisti. Ma nella sua strada Khaled incontra anche persone come Wilkström che decide di aiutarlo. I due tentano di ripartire con la gestione di un ristorante triste e senza clienti, "La Pinta Dorata", magari trasformandolo in un ristorante sushi alla moda...Un rifugiato, un rappresentante, un cuoco, una cameriera, un direttore di sala e un cane... insieme, forse, riusciranno a trovare ciò che cercano.
Aki Kaurismäki è uno di quelli capaci di osservare, e amare, senza giudicare. Di tenere la bocca chiusa e il cuore aperto. Lo sa fare bene, e lo fa sembrare la cosa più naturale e lineare del mondo. E la straordinaria capacità che ha il finlandese di raccontare con impassibile naturalezza l'assurdità delle cose e del mondo si sposa perfettamente con l'assurdità dei nostri tempi, con la follia delle guerre, la crisi dei rifugiati, quella economica, e la loro sconsiderata gestione da parte della politica. Esilarante e commovente, il suo è un film pulitissimo e umanissimo, che ci dice che tutto quello che possiamo e dobbiamo fare, nel caos dell'esistenza, è il nostro meglio, con serenità, accettando perfino di sbagliare.

Rosso Istanbul è un film di genere drammatico del 2017, diretto da Ferzan Ozpetek, con Tuba Büyüküstün e Halit Ergenç.. Durata 115 minuti.
   
13 MAGGIO 2016. Orhan Sahin torna a Istanbul dopo 20 anni di assenza volontaria. Come editor deve aiutare Deniz Soysal, famoso regista cinematografico, a finire la scrittura del suo libro. Ma Orhan rimane intrappolato in una città carica di ricordi rimossi. Si ritrova sempre più coinvolto nei legami con i famigliari e gli amici di Deniz che sono anche i protagonisti del libro che il regista avrebbe dovuto finire. Soprattutto Neval e Yusuf, la donna e l'uomo a cui Deniz è più legato, entrano prepotentemente anche nella vita di Orhan. Quasi prigioniero nella storia di un altro, Orhan però finisce per indagare soprattutto su se stesso, riscoprendo emozioni e sentimenti che credeva morti per sempre e che invece tornano a chiedergli il conto per poter riuscire a cambiare la sua vita.


Paterson è un film di genere drammatico, commedia del 2016, diretto da Jim Jarmusch, con Adam Driver e Golshifteh Farahani. Durata 117 minuti.
Paterson guida l'autobus nell'omonima città di Paterson, nel New Jersey. Ogni giorno, segue la solita semplice routine: fa il solito percorso con l'autobus, osserva la città che vede scorrere all'esterno del parabrezza e ascolta scampoli di conversazioni che hanno luogo intorno a lui. Paterson scrive poesie su un taccuino, porta a spasso il cane, si ferma in un bar per bere sempre e solo una birra e torna a casa dalla moglie Laura. L'universo di Laura, invece, cambia in continuazione. Nella sua vita, quasi ogni giorno si fanno strada nuove speranze, ciascuna delle quali si trasforma in un nuovo progetto o fonte d'ispirazione. Paterson ama Laura e lei corrisponde il suo amore. Lui appoggia le ambizioni di sua moglie e lei incoraggia l'inclinazione del marito alla poesia. Il film osserva sommessamente i successi e le sconfitte della vita di tutti i giorni, oltre alla poesia che emerge da ogni piccolo dettaglio.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2016.


L'ordine delle cose è un film di genere drammatico del 2017, diretto da Andrea Segre, con Paolo Pierobon e Giuseppe Battiston. Durata 115 minuti.

Se la legge e il senso comune contrastano tra loro, è possibile sovvertire L'ordine delle cose? La domanda tormenta il povero Corrado (Paolo Pierobon), un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione clandestina. A lui viene affidato il delicato compito di arginare i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia, conciliando la realtà di un Paese attraversato da profonde tensioni intestine, la Libia post-Gheddafi, con gli interessi italiani ed europei. Corrado fa il suo lavoro, e lo fa bene come al solito: stringe mani, incontra colleghi italiani e francesi (tra i quali Luigi, Giuseppe Battiston), si muove tra le stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. Ma commette un errore imperdonabile. Si lascia coinvolgere nelle vicende personali dell'ostinata Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. La missione di Corrado, incentrata sui numeri e non sulle persone, apre al lato umano della questione. La storia di Swada sfiora la coscienza dell'irreprensibile funzionario, adesso combattuto tra l'adempimento del suo dovere e l'istinto di aiutare qualcuno in difficoltà.


Titolo originale: La vache
In viaggio con Jacqueline è un film di genere commedia del 2016, diretto da Mohamed Hamidi, con Fatsah Bouyahmed e Jamel DebbouzeDurata 91 minuti

Fatah, piccolo coltivatore algerino, ha occhi solo per la sua mucca Jacqueline e sogna di portarla a Parigi al Salone Internazionale dell'Agricoltura. Quando finalmente riceve l'agognato invito, deve trovare il modo per raggiungere la Francia e Parigi, lasciando il suo sperduto villaggio in Algeria. Con una colletta di tutti i compaesani attraversa il mare e approda a Marsiglia. Di lì inizia per l’uomo e il quadrupede un lungo, faticoso viaggio a piedi attraverso tutta la Francia. Incontri pericolosi, incontri sorprendenti, l'inattesa caduta e la risalita, la solidarietà e l'ottusità, tra risate, sorprese, crucci e allegria in un viaggio inaspettato e pieno di tenerezza.

Un film on the road a piedi può avere una sua originalità, ma considerando che al guinzaglio il protagonista ha una vacca, allora è chiaro che l'avventura In viaggio con Jacqueline è una stralunata commedia. Un algerino di campagna che risale la Francia, da Marsiglia a Parigi, per far concorrere la sua amata vacca a un concorso di bellezza. Gli incontri curiosamente assortiti sono garantiti, ma niente fa cedere l’animo naif di Fatah in questo tenero feel good movie che si prende il lusso di ritmi lenti, fuori dalle strade più battute. Divertente e spiazzante, ha una carica di umanità fuori scala che rende impossibile non tifare a squarciagola per i due protagonisti, quello con e quella senza corna


Titolo originale: Going in Style
Insospettabili sospetti è un film di genere commedia del 2017, diretto da Zach Braff, con Morgan Freeman e Michael Caine. Durata 96 minuti.
Nel film Insospettabili sospetti, diretto da Zach Braff, gli attori premio Oscar Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin interpretano Willie, Joe e Al, tre amici di vecchia data. Stufi di star seduti tutto il giorno su una panchina al parco a osservare i piccioni che beccano le briciole, i tre pensionati cercano un modo per dare una svolta alla propria vita. Come se non bastasse la monotonia delle giornate, di colpo vedono i loro fondi pensione andare in fumo a causa della banca che li ha utilizzati per coprire un'assicurazione aziendale. Pressati dal bisogno di pagare le bollette e sbarcare il lunario, per la prima volta in vita loro, si trovano costretti a deviare dalla retta via e così, i tre se la rischiano tutta per vendicarsi, decidendo di rapinare proprio la banca che li ha defraudati dei loro soldi.

Partendo dal film del 1979 Vivere alla grande, il regista Zach Braff gira uno scopiettante heist-movie scegliendo come protagonisti tre attori (Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin) che sarebbero capaci di produrre un piccolo miracolo anche in un film dove non accade nulla. Ne succedono invece di cose in questa commedia ora malinconica ora slapstick dove si resta saldamente ancorati a un presente che rischia di privare cittadini onesti non solo della pensione ma anche della dignità. Un po' discontinuo nel ritmo, il film è migliore nei momenti di quiete e di quotidianità e ci lascia con la voglia di sapere qualcosa di più sui personaggi. (Carola Proto)


Walk with Me è un film di genere documentario del 2017, diretto da Marc Francis, Max Pugh, con Benedict Cumberbatch. Durata 88 minuti.
 
Walk with me, il documentario narrato nella versione originale dalla voce del candidato all'Oscar Benedict Cumberbatch, è un viaggio intimo e coraggioso nel microcosmo della comunità monastica del maestro Zen Thich Nath Hanhsull'arte della meditazione buddhista, oggi nota come Mindfulness. Ci sono voluti tre anni passati tra la Francia e on the road negli Stati Uniti, per raccontare dall'interno la quotidianità di un monastero Zen del XXI secolo, dove approda un variegato gruppo di occidentali in cerca di seconde opportunità: l'obiettivo è quello di impostare la propria vita su nuovi valori, capaci di aprire inedite prospettive spirituali.


The Teacher è un film di genere commedia, drammatico del 2016, diretto da Jan Hrebejk, con Zuzana Mauréry e Zuzana Konecná. Durata 102 minuti.
Chi pensa che al di là della Cortina di ferro ci siano stati soltanto grigiore e austerità non ha ancora visto le gonne colorate e le scarpe charleston di Maria Drazdechova. The Teacher segue da vicino i corti e rumorosi tacchi dell'insegnante che riecheggiano per i corridoi di un liceo di Bratislava. Siamo nella Cecoslovacchia del 1983, il Paese inizia a sbirciare verso ovest ma formalmente gravita ancora nella sfera di influenza sovietica. All'inizio del nuovo anno scolastico, Maria (Zuzana Mauréry) accoglie gli studenti col suo aspetto solare e un po' eccentrico, lo sguardo gentile e rassicurante passa in rassegna una fila dietro l'altra, e la vocetta sottile e squillante chiede agli alunni di indicarle il mestiere dei propri genitori. La domanda all'apparenza innocua non stupisce più di tanto i ragazzini, che ne comprendono il significato solo più avanti, quando l'insegnante comincia ad assegnare "compiti" extra per le mamme e i papà, ricattando intere famiglie con la minaccia di brutti voti e bocciature. La donna, presidentessa del partito comunista, sfrutta la sua posizione per ottenere favori e trarre indicibili vantaggi. Nonostante il timore delle ripercussioni, il preside e i genitori sono decisi a intervenire.

Loving è un film di genere biografico, drammatico, sentimentale del 2016, diretto da Jeff Nichols, con Ruth Negga e Joel Edgerton.. Durata 123 minuti
Mildred e Richard Loving si amano e decidono di sposarsi. Niente di più normale se non fosse che lui è bianco e lei e nera e che ci troviamo nell'America segregazionista degli anni 50. Lo Stato della Virgina, dove i Loving hanno deciso di stabilirsi, li chiama davanti a un tribunale dove i due sono condannati alla reclusione, con la sospensione della pena a condizione che abbandonino la Virginia. Considerando la condanna come una violazione dei loro diritti civili, Richard e Milded iniziano una lunga e dura battaglia legale, arrivando fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti cne nel 1967 annulla la decisione della Virginia. Da allora, la sentenza "Loving contro Virginia" diventa il simbolo del diritto di amare per tutti, senza alcuna distinzione.

Dopo il Midnight Special che guardava esplicitamente a film come E.T. e Incontri ravvicinati del terzo tipo, questa volta Jeff Nichols guarda allo Spielberg d'impegno civile e antirazzista di film come Amistad e Il colore viola. Loving è la storia vera di una coppia mista che, con un avversato matrimonio nell'America degli anni Sessanta, arrivò fino alla Corte Suprema e a una storica sentenza cosituzionale, è carica di emozione e si fa forte del Tema, ma viene appensantita però da una gravitas poco necessaria e da qualche legnosa retorica troppo.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2016.

Titolo originale: Le voyage de Fanny
In occasione della giornata della memoria.
Il viaggio di Fanny è un film di genere drammatico del 2016, diretto da Lola Doillon, con Léonie Souchaud e Fantine Harduin. Durata 94 minuti.
Basato su una storia vera, il film racconta la vicenda di Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna. Lì conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, scappa nel tentativo di raggiungere il confine svizzero per salvarsi. Un viaggio emozionante sull'amicizia e la libertà raccontato attraverso gli occhi dei bambini che consentirà ai giovani spettatori di comprendere più a fondo il dramma della guerra e della persecuzione razziale.


Fortunata è un film di genere drammatico del 2017, diretto da Sergio Castellitto, con Jasmine Trinca e Stefano Accorsi. Durata 103 minuti.
Il film racconta la storia di Fortunata (Jasmine Trinca) una giovane madre con un matrimonio fallito alle spalle e una bambina di otto anni. Fortunata ha una vita affannata, fa la parrucchiera a domicilio, parte dalla periferia dove abita, attraversa la città, entra nelle case benestanti e colora i capelli delle donne e allo stesso tempo combatte quotidianamente con determinazione per conquistare il proprio sogno: aprire un negozio di parrucchiera sfidando il suo destino, nel tentativo di emanciparsi e conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità. Fortunata sa che per arrivare fino in fondo ai propri sogni bisogna essere fermi: ha pensato a tutto, è pronta a tutto, ma non ha considerato la variabile dell'amore, l'unica forza sovvertitrice capace di far perdere ogni certezza. Anche perché, forse per la prima volta, qualcuno la guarda per la donna che è e la ama veramente.
Presentato nella sezione "Un Certain Regard" del Festival di Cannes 2017.


Titolo originale: The Beguiled
L'inganno è un film di genere drammatico, thriller del 2017, diretto da Sofia Coppola, con Elle Fanning e Kirsten Dunst. Durata 94 minuti
L'inganno si svolge in un collegio femminile nello stato della Virginia, durante la Guerra di Secessione americana. Protette dalle spesse pareti del Farnsworth Seminary, le studentesse della scuola diretta da Miss Martha (Nicole Kidman) conducono una vita fortemente ritualizzata, scandita dai pasti, dalla preghiera e dalle lezioni di francese, con qualche attesa e confortante parentesi musicale. Lontane dal conflitto, si sforzano di mantenere nella quotidianità quell'atteggiamento fiero e compassato che si addice alle signorine della loro età. Ma la gabbia dorata che l'istitutrice ha costruito intorno a loro è destinata a crollare, quando la guerra bussa alla porta nella forma di un soldato ferito e bisognoso di cure, John McBurney (Colin Farrell). All'uomo vengono offerti rifugio e ospitalità, e solo più tardi le ragazze si accorgono di come una presenza maschile abbia scatenanto egoismi e rivalità senza precedenti. Alicia (Elle Fanning) comincia a portare i capelli sciolti e ad allentare il corsetto, rubando le attenzioni del soldato all'innocente Edwina (Kirsten Dunst). L'etichetta sociale viene infranta e gli ultimi residui di formalità ostentata diventano cornice di un thriller psicologico e d'atmosfera.

Comodamente insinuato a metà tra nuovo adattamento del romanzo di Cullinane remake del film di Siegel, quello di Sofia Coppola è prima di tutto un film di Sofia Coppola. Le atmosfere languide e decadenti, le atmosfere cupe e un po' morbose, l'ironia tagliente di dialoghi e situazioni portano tutte, inconfondibile, il marchio della regista americana, che ri-racconta a modo suo e mai ripetitivo Il giardino delle vergini suicide, facendogli esplodere dentro questioni sensuali, sessuali e di genere di stampo intelligentemente femminista. Elegante, raffinato e stiloso, ma mai barocco oltremisura, mai sfacciatamente pop come Marie-Antoinette, L'inganno è un thriller femminista mascherato da black comedy, o forse il contrario: sempre a lume di candela, sempre in punta di forchetta, ma non per questo meno spietato e sarcastico.
Sofia Coppola ha chiesto alle giovani attrici di scrivere ogni giorno un diario come se fossero i loro personaggi, con riflessioni sul passato (le famiglie dalle quali sono state separate) e sul presente al collegio.
Alcuni oggetti di scena sono stati deliberatamente danneggiati per rendere il clima di incuria e povertà creato dalla guerra: le posate d'argento sono state ossidate e annerite, gli abiti lasciati al sole a scolorarsi, perché nessuno poteva vantare i ricchi guardaroba di un tempo, né trovare il tempo per lucidare l'argenteria.
Il Farnsworth Seminary è in realtà la Madewood Plantation House, la villa in stile neoclassico apparsa nel videoclip di Beyoncé del brano "Sorry".

Titolo originale: Un profil pour deux
Un profilo per due è un film di genere commedia del 2017, diretto da Stéphane Robelin, con Pierre Richard e Yaniss Lespert. Durata 100 minuti
L'ottantenne Pierre vive in solitudine da quando è mancata la moglie. Per questo sua figlia decide di regalargli un computer, nella speranza di stimolare la sua curiosità e - perché no? - di permettergli di conoscere nuove persone. Grazie agli insegnamenti del trentenne Alex, Pierre impara a navigare e presto s'imbatte in un sito di appuntamenti online. Utilizzando l’identità di Alex, Pierre conosce Flora63, un’affascinante giovane donna, e se ne innamora. Anche la giovane rimane affascinata dallo spirito romantico dei suoi messaggi e gli chiede un appuntamento. Intrigato da questa nuova avventura, Pierre deve a questo punto convincere Alex ad andare all'incontro al suo posto.
Stéphane Robelin è un regista che la terza età la sa raccontare. Prova ne è, oltre al precedente E se vivessimo tutti insieme?, Un profilo per due, che narra di un Cyrano de Bergerac ottantenne alle prese con Internet e i siti di incontri online. Sfruttando il talento dell'immenso Pierre Richard ma chiedendogli di essere meno fisico e funambolico del solito, il regista gira un film arguto e divertente, lasciando però trasparire un po' di malinconia e riflettendo nello stesso tempo sul nostro presente, tempo dell’egoismo, dell'individualismo e soprattutto dell'indolenza. Perfetta è l'intesa fra il protagonista e Yaniss Lespert e ci sono tre o quattro scene davvero spassose, ma non sempre il racconto è scorrevole e la protagonista femminile resta un personaggio troppo poco approfondito.


Tutto quello che vuoi è un film di genere drammatico, commedia del 2017, diretto da Francesco Bruni, con Giuliano Montaldo e Andrea Carpenzano. Durata 106 minuti.
Alessandro (Andrea Carpenzano) è un ventiduenne trasteverino ignorante e turbolento; Giorgio (Giuliano Montaldo) un ottantacinquenne poeta dimenticato. I due vivono a pochi passi l'uno dall’altro, ma non si sono mai incontrati, finché Alessandro accetta malvolentieri un lavoro come accompagnatore di quell’elegante signore in passeggiate pomeridiane. Col passare dei giorni dalla mente un po' smarrita dell'anziano poeta, e dai suoi versi, affiora progressivamente un ricordo del suo passato remoto: indizi di una vera e propria caccia al tesoro. Seguendoli, Alessandro si avventurerà insieme a Giorgio in un viaggio alla scoperta di quella ricchezza nascosta, e di quella celata nel suo stesso cuore.

Sceneggiatore infaticabile ma regista parsimonioso perché attesa della storia giusta, Francesco Bruni gira il suo miglior film da regista fino ad ora e una delle migliori commedie italiane della stagione mettendo a confronto la generazione dei nonni e quella dei ventenni ed evitando sia la retorica e il sentimentalismo, sia il ritratto banale di ragazzi di vita senza speranza e incapaci di aprirsi all'altro da sé. Inno alla memoria come strumento per comprendere il presente e affrontare bene il futuro, Tutto quello che vuoi è anche un movimentato road movie in cui un Giuliano Montaldo, ora signorile e aulico e ora buffone, ci traghetta in un viaggio verso l'apprezzamento della vita nelle sue cose più piccole e meravigliose.


Titolo originale: Demain tout commence
Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse è un film di genere commedia del 2016, diretto da Hugo Gélin, con Omar Sy e Clémence Poésy. Durata 118 minuti.
Samuel vive la sua vita nel Sud della Francia senza responsabilità e senza legami importanti fino a quando una delle sue vecchie fiamme gli lascia tra le braccia una bambina di pochi mesi, Gloria: sua figlia! Inizialmente incapace di prendersene cura, Samuel impara giorno dopo giorno ad essere un buon padre. Otto anni dopo, quando Samuel e la piccola Gloria sono ormai inseparabili e felici, una sorpresa inaspettata cambierà le loro vite...

Il giovane regista francese Hugo Gélin si affida al talento comico e alla popolarità di Omar Sy per adattare una storia messicana in Famiglia all'improvviso, conversione al ruolo inatteso di padre di famiglia di un donnaiolo del sud della Francia, abituato a far tardi e portarsi a letto una donna ogni sera nelle lunghe estati vacanziere. La sua vita è sconvolta dall'arrivo di sua figlia di pochi mesi... e dalla sparizione della madre che gliel'ha consegnata. Dal sole del mediterraneo alla pioggia di Londra si scoprirà ottimo stuntman, ma soprattutto amorevole padre di Gloria, una splendida ragazzina il cui unico cruccio è l'assenza della madre. Risate non troppo originali si mischiano a toni drammatici in una commedia dolce amara che fa sorridere grazie a una certa grazia e interpreti a cui ci si affeziona, ma lascia perplessi per un certo sentimentalismo stonato nell’affrontare gli imprevisti che la vita pone di fronte alla colorata famiglia in trasferta londinese.


Titolo originale: Bar Bahr
In occasione della giornata sulla donna.
Libere, disobbedienti, innamorate è un film di genere drammatico del 2016, diretto da Maysaloun Hamoud, con Sana Jammelieh e Shaden Kanboura. Durata 96 minuti
Cosa fanno tre ragazze arabe a Tel Aviv? Fanno quello che farebbero tutte le ragazze del mondo: cercano di costruire il perimetro dentro cui affermare la propria identità. Amano, ridono, piangono, inseguono desideri, s'inciampano, si rialzano. Amano e ridono ancora, magari bevendo, fumando canne e ballando, in attesa dell'alba...
Stavolta non si parla di guerre, conflitti e di tutto quello che il cinema palestinese e israeliano che arriva in Occidente in genere ci racconta, ma l'attenzione è incentrata su tre ragazze che lottano per affermare il proprio diritto di scelta in un mondo maschilista: la disinibita avvocata Leila, bella, fumatrice e consumatrice di droga ma in fondo inguaribile romantica, che si innamora a prima vista di un bel ragazzo conosciuto a una festa; la dj omosessuale Salma e la tradizionalista Noor, fidanzata con un uomo molto religioso e in procinto di laurearsi in informatica, che subentra nell'appartamento alla cugina che si è sposata.


Titolo originale: Umi yori mo mada fukaku
Ritratto di famiglia con tempesta è un film di genere drammatico del 2016, diretto da Hirokazu Kore-Eda, con Hiroshi Abe e Yoko Maki. Durata 117 minuti.
Ryota, cui presta irresistibile e spavalda goffaggine l'Abe Hiroshi di Thermae Romae, è un loser che sembra uscito dalla penna di Svevo: promessa (non mantenuta) della letteratura, giocatore d’azzardo, investigatore privato per tenersi a galla, ex marito di un’ex moglie che ha esaurito le ingentissime scorte di fiducia, padre maldestro di un bambino che conosce poco, figlio fragile di un'anziana madre amorevolmente rassegnata (Kiki “Signora Toku” Kilin). Basterà una lunga notte di tempesta, con i quattro personaggi obbligati a condividere gli stessi metri quadrati fino all’alba, per attutire gli spigoli del presente e, soprattutto, del futuro?
Tre generazioni: un uomo, sua madre, suo figlio. E poi il presente, il passato, il futuro. La vita come la volevi, e come non è stata, e la rassegnazione, il rimpianto, la testardaggine di continuare a provarci.
C'è tutto questo, e anche di più dentro al nuovo film di Hirokazu Kore-eda, uno di quelli giapponesi fino al midollo, capaci di raccontare storie con semplicità cristallina ed essenzialità monacale, ma che quella semplicità lì la fa esplodere dentro di te fino a fari perdere il conto delle sfumature e dei livelli di quelli che sullo schermo sembrano i gesti e le parole più naturali del mondo.


Titolo originale: Na mlijecnom putu
On the Milky Road è un film di genere drammatico, sentimentale, guerra del 2016, diretto da Emir Kusturica, con Monica Bellucci e Emir Kusturica. Durata 125 minuti.
Primavera durante la Guerra. Ogni giorno un uomo trasporta il latte e attraversa il fronte a dorso di un asino, schivando pallottole, per portare la sua preziosa mercanzia ai soldati. Benedetto dalla fortuna nella sua missione, amato da una giovane donna del paese, tutto lascia pensare che un futuro di pace lo stia aspettando… fino a che l'arrivo di una misteriosa donna italiana sconvolgerà la sua vita completamente. Inizia così una storia di passione, di amore proibito, che farà precipitare i due protagonisti in una serie di fantastiche e pericolose avventure. Si sono uniti per caso e niente e nessuno sembra in grado di fermarli.
La storia di On the Milky Road osserva da vicino l'amore tra due persone che non hanno più nulla da perdere. Il film è basato sul cortometraggio Our Life, scritto a quattro mani dal regista Emir Kusturica e da sua figlia Dunja. Il tema principale è la semplice storia d'amore tra un uomo (Emir Kusturica) e sua moglie (Monica Bellucci), che vivono in una zona montuosa della Serbia. Un film al contempo concettuale e violento. Un film d'amore e un film di guerra.

Presentato in concorso al Festival di Venezia 2016.


Titolo originale: A LETTER TO THREE WIVES
LETTERA A TRE MOGLI è un film di genere commedia, drammatico del 1949, diretto da Joseph L. Mankiewicz, con Jeanne Crain e Linda Darnell. Durata 103 minuti.
Lora May, Rita e Deborah sono tre amiche che decidono di fare una gita sul battello dalla mattina alla sera. Al momento di salire vengono raggiunte da un fattorino che consegna loro una lettera, indirizzata a tutte e tre: è di Addie Ross, loro amica, che annuncia di essere in partenza dalla città, in compagnia di uno dei loro mariti, senza dire quale. Ognuna delle tre donne passa la giornata rievocando il passato, ripensando agli alti e bassi del suo matrimonio e chiedendosi se è il suo il marito che è partito con Addie.
COSTUMI: CHARLES LE MAIRE, KAY NELSON.2 OSCAR: MIGLIOR REGIA, MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE.
Ritratto luminoso di tre donne e insieme radiografia clinica dell'istituzione matrimoniale, servito da uno straordinario trio di attrici


Titolo originale: L'avenir

Le cose che verranno è un film di genere drammatico del 2016, diretto da Mia Hansen-Løve, con Isabelle Huppert e André Marcon. Durata 102 minuti
Nathalie insegna filosofia in un liceo di Parigi. Per lei la filosofia non è solo un lavoro, ma un vero e proprio stile di vita. Un tempo fervente sostenitrice di idee rivoluzionarie, ha convertito l’idealismo giovanile “nell’ambizione più modesta di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste” e non esita a proporre ai suoi studenti testi filosofici che stimolino il confronto e la discussione. Sposata, due figli, e una madre fragile che ha bisogno di continue attenzioni, Nathalie divide le sue giornate tra la famiglia e la sua dedizione al pensiero filosofico, in un contesto di apparente e rassicurante serenità. Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo viene completamente stravolto: suo marito le confessa di volerla lasciare per un’altra donna e Nathalie si ritrova, suo malgrado, a confrontarsi con un’inaspettata libertà. Con il pragmatismo che la contraddistingue, la complicità intellettuale di un ex studente e la compagnia di un gatto nero di nome Pandora, Nathalie deve ora reinventarsi una nuova vita.
Identificata fino a questo momento come la cantrice della giovinezza e della sua energia, Mia Hansen-Løve ha spostato ora il suo sguardo e la sua attenzione verso una fascia anagrafica più alta, raccontando la storia di una donna matura che, improvvisamente, vede crollare tutte le sue certezze familiari e professionali sul suo futuro. Rimane immutata la capacità della regista francese di fare del suo cinema un linguaggio fresco e vitale, in connessione costante col tempo del racconto, e funziona molto bene il ritratto al femminile del personaggio di una Isabelle Huppert che, dopo Elle, regala un'altra interpretazione di altissimo livello. Peccato per una serie di piccoli vezzi intellettuali di troppo, peccato che il film tradisca, qui e lì, la voglia di affrancarsi dai modelli dell'ex compagno Olivier Assayas cercando di replicarli.

Titolo originale: Nelyubov
Loveless è un film di genere drammatico del 2017, diretto da Andrey Zvyagintsev, con Maryana Spivak e Alexei Rozin.. Durata 128 minuti
Boris e Zhenya stanno divorziando. Litigano di continuo mentre fanno visitare il loro appartamento in vendita. Ognuno sta già preparando il proprio futuro: Boris fa coppia con una giovane donna incinta e Zhenya frequenta un uomo benestante che sembra pronto a sposarla. Nessuno dei due sembra occuparsi di Aliocha, il loro figlio dodicenne, finché il ragazzo non scompare...
Presentato in Concorso al Festival di Cannes 2017, vincitore del Premio della Giuria.
Senza amore, Loveless, svaniscono e muoiono i nostri figli, il nostro futuro, la nostra società. Questo, a lettere chiarissime e con una più che vaga turgidità ideologici, impartisce Zvyagintsev con un film che da vedere è bello, bellissimo, troppo bello.  
Formalista in maniera quasi stucchevole, con le inquadrature che si alternano come tante foto di un Tumblr che racconti le fredde e moderne architetture urbane: quelle vive e quelle decadenti, comunque alla ricerca di un cuore e di un amore.
Senza amore, Loveless, la Russia di oggi è vittima di sé stessa, di una guerra fratricida come quella tra la madre e il padre di Alyosha, come la guerra civile che insanguina l'Ucraina e che è raccontata sullo sfondo, sempre, dalle radio e dalle tv.
Senza amore anche il tentativo di una vita nuova si tramuta nella stanca replica di quella precedente, e si finisce a correre col lo sguardo perso nel vuoto, su un tapis roulant che non porta da nessuna parte, indossando la tuta olimpica con la scritta a lettere cubitali sul petto: RUSSIA.
E il metaforone è servito.


Sole Cuore Amore è un film di genere drammatico del 2016, diretto da Daniele Vicari, con Isabella Ragonese e Eva Grieco. Durata 112 minuti.
Una amicizia tra due giovani donne in una città bella e dura come Roma e il suo immenso interland. Due donne che hanno fatto scelte molto diverse nella vita: Eli ha quattro figli, un marito disoccupato e un lavoro difficile da raggiungere; Vale invece è sola, è una danzatrice e performer, e trae sostentamento dal lavoro nelle discoteche. Legate da un affetto profondo, da una vera e propria sorellanza, le due donne sono mondi solo apparentemente diversi, in realtà sono due facce della stessa medaglia, ma la solidarietà reciproca non sempre basta a lenire le difficoltà materiali della loro vita.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016.
Il rosso. Il rosso del cappottino spielberghiano indossato da Eli, che è Isabella Ragonese. Quello degli arredi del bar del Tuscolano dove lavora, che si chiama Rosso Relativo (ancora canzonette, come quella che dà il titolo al film), e che la vede impiegata sette giorni su sette, costringendola - lei che abita a Nettuno col marito disoccupato Francesco Montanari e quattro figli quattro a 35 anni - ad alzarsi alle 4 e mezza del mattino e tornare in casa alle 10 di sera passate.
Il rosso delle lucette notturne della camera dei bambini e delle fermate della metro, quello degli abiti della sua amica e vicina di casa Vale (Eva Grieco), ballerina anzi performer in discoteca con incertezze sessuali e una madre borghese che non la capisce.
Il rosso che è del sangue, che non si vede mai ma che viene pompato, con tutta la fatica del vivere, di quel vivere lì, da un cuore che si rivelerà debole, troppo debole.
Il rosso dell'evidenziatore di Daniele Vicari, della matita con la quale sottolinea calcando per bene sul foglio del film tutti gli errori e gli orrori della nostra società.

Rassegna CINE VINO
Titolo originale: The Secret of Santa Vittoria
Il segreto di Santa Vittoria è un film di genere commedia, guerra del 1969, diretto da Stanley Kramer, con Anthony Quinn e Anna Magnani. Durata 139 minuti
Alla caduta del fascismo, il popolo di Santa Vittoria - un paese nel Piemonte famoso per la qualità del suo vino - elegge sindaco un vinaio ubriacone - Italo Bombolini. Qualche giorno dopo arriva la notizia che i tedeschi in ritirata vogliono impadronirsi di tutto il vino imbottigliato, unica ricchezza del paese, custodito nella cantina sociale. Consigliato da Carlo - un ufficiale disertore, che vive nascosto in casa della contessa Malatesta - Bombolini decide di giocare i tedeschi, nascondendo un milione di bottiglie in una grotta d'epoca romana. Compiuta l'operazione, a cui collabora tutto il paese, e arrivati i tedeschi, Bombolini consegna al loro comandante, il capitano Von Prum, le centomila bottiglie rimaste, assicurandolo che non ve ne sono altre. Sapendo che il sindaco mente, Von Prum fa perquisire il paese...
"Malgrado qualche accento scopertamente farsesco e il fastidioso macchiettismo con cui sono rappresentati i protagonisti della vicenda, il film, soprattutto per merito dei bravi interpreti, risulta complessivamente divertente e ben congegnato."

Titolo originale: Babettes gaestebud
Il pranzo di Babette è un film del 1987, diretto da Gabriel Axel, con Stéphane Audran e Jean Philippe Lafont. Durata 101 minuti.
Martina e Filippa, due sorelle nubili di una certa età, figlie di un austero pastore luterano, vivono in uno sperduto paesino della costa danese dello Jutland. La loro vita scorre monotona tra severe riunioni di preghiera fra pochi seguaci anziani che proseguono. Durante una sera fredda di pioggia bussa alla loro porta una giovane donna, Babette Harsant, francese con una lettera per loro. L'ha scritta il vecchio spasimante di Filippa, che adesso è canuto e solo e rimpiange la gloria effimera dell'arte. Egli raccomanda alla bontà delle due signorine questa donna che ha perso il marito e figlio nella rivoluzione parigina: esse potrebbero ospitarla in cambio di servigi di governante. Le due sorelle, grazie alla sua dedizione, possono tranquillamente dedicarsi alle opere di carità verso i più bisognosi...
Premio oscar per il miglior film straniero del 1987. Tratto da un racconto di Karen Blixen, è uno dei pochi, autentici capolavori degli ultimi anni. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) Tratto da un racconto di Karen Blixen, è un piccolo capolavoro di delicata grazia e di struggente eppur serena malinconia. Ottimo esempio quasi come "The dea" di Huston di adattamento cinematografico.


Storia di una Rivoluzione è un film del 2014 diretto da Paolo Casalis e Tiziano Gaia, presentato in concorso al Wine Country Film Festival di Sonoma, California.
Il film, vincitore del Premio DOC Wine Travel Food 2014 come migliore documentario dell'anno [1], racconta l'epopea dei Barolo Boys, un gruppo di amici, piccoli produttori delle Langhe, che a cavallo tra anni 80 e 90 del secolo scorso cambiò radicalmente il mondo del Barolo e più in generale del vino italiano. Con loro, per la prima volta, il Barolo diventa un vino riconosciuto a livello internazionale, viene apprezzato oltreoceano e le bottiglie e le vigne raggiungono quotazioni astronomiche. La "rivoluzione" dei Barolo Boys è fatta di innovazioni tecniche ed enologiche, prime tra tutte l'utilizzo della barrique, piccola botte di derivazione francese, scelta che innescò polemiche e contrasti nel mondo del vino, scatenando una contrapposizione quasi ideologica tra Modernisti (i Barolo Boys) e Tradizionalisti. Il film è stato girato nelle Langhe (La Morra, Barolo, Monforte, Serralunga), alle pendici dell'Etna (dove vive e lavora Marco de Grazia, il pigmalione dei Barolo Boys) e alle Cinque Terre, dove Elio Altare, leader dei Barolo Boys, ha intrapreso una nuova avventura.
Il film è stato presentato in concorso al Vancouver Film Festival 2015.
Il film e's stato presentato e proiettato al Festival del Cinema Italiano contemporaneo a Toronto nel 2015 [2]


Cinema Solidale


Bread and Roses è un film di genere drammatico del 2000, diretto da Ken Loach, con Adrien Brody e Pilar Padilla. Durata 110 minuti.
E' la storia delle lotte dei lavoratori ispanici immigrati illegali in California, i cosiddetti "janitors" addetti alle pulizie degli uffici che cercano di sindacalizzarsi per resistere allo strapotere delle ditte per cui lavorano. Inizia con l'attraversamento "ansiogeno" del confine, mostra una realtà di sfruttamento all'interno della più grande democrazia del mondo che dal cinema hollywoodiano di solito non appare. Condito con una storia d'amore nascente riesce a essere gradevole nonostante la pesantezza della realtà.TRAMA LUNGAClandestinamente e dopo non poche difficoltà, la giovane messicana Maya riesce ad entrare negli Stati Uniti. Qui si ricongiunge alla sorella maggiore Rosa, impiegata come donna delle pulizie in un grattacielo dove si trovano gli uffici delle più importanti compagnie d'affari di Los Angeles. Rosa vive in città da anni ed è sposata con figli, ma il marito sta molto male e necessita di cure costose che lei non sempre può permettersi. Rosa accompagna Maya a parlare con il responsabile dei dipendenti, un uomo senza scrupoli che impone il pugno di ferro, orari senza limite e salari ridotti all'osso. Nessuno protesta per paura di essere licenziato, e anche Maya a queste condizioni prende servizio. Non riesce però ad accettare tutto in silenzio, e così quando negli uffici si affaccia il sindacalista Sam, ritiene di doverlo seguire nel suo operato. Sam fa opera di mobilitazione presso gli altri lavoratori, ma le reazioni sono contrastanti: se alcuni sono d'accordo, in molti la paura di perdere il posto prevale su possibili rivendicazioni e tra questi c'è anche Rose. Tra le sorelle la situazione comincia a farsi tesa. Quando sei lavoratrici vengono licenziate, Maya scopre che è stata proprio Rose a denunciarle e la rabbia reciproca esplode con forza. Poco dopo Maya ruba in un negozio i soldi che servono a mandare all'università un giovane del gruppo di lavoro. Intanto il corteo dei lavoratori, organizzato da Sam, sfila compatto davanti agli uffici, chiedendo garanzie e giustizia. Arriva la polizia e i manifestanti vengono arrestati. Quando è il turno di Maya, si scopre che su di lei pesa l'accusa di furto...
"Loach continua a dirigere come sempre in maniera straordinaria gli attori ai quali si crede dalla prima all'ultima scena. Non che questo film aggiunga granché alla carriera di un regista che come Woody Allen può permettersi ogni tanto anche film meno incisivi, eppure alcune sequenze, come quella in cui Rosa confessa a Maya di essersi prostituita per sfamare l'intera famiglia, sono di una tragicità che lascia il segno". (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 12 maggio 2000)"Ken Loach, grande autore inglese e ultimo dei trotzkisti, ritorna sul tema prediletto (e negletto) dello scontro di classe, dando fuoco all'odiata America. La sua regia pende più dalla parte nell'ideologico 'Terra e Libertà' che verso capolavori come 'Piovono pietre'. (...) Per chi non si arrende ed ha nostalgia del caro vecchio cinema d'impegno. Con il tocco originale di un autore come Loach". (Piera Detassis, 'Panorama', 24 agosto 2000)"Il regista, per il suo primo film girato negli Stati Uniti, mette sullo stesso set attori professionisti e non: alterna un punto di vista orizzontale, da documentario televisivo di qualità, a una drammaturgia più strutturata e didattica: mette in scena dialoghi emotivamente densi. Loach è convinto che inquadrare un corteo sia ancora bello e importante, che ripetere un vecchio slogan degli anni '10 'Vogliamo il pane e anche le rose', da cui anche il titolo del film, sia ancora di grande attualità, e che il cinema possa essere solo di lotta e mai di governo". ('Carnet', Settembre 2000)
- IN CONCORSO AL 53MO FESTIVAL DI CANNES (2000).- TUTTI GLI ATTORI NON ACCREDITATI APPAIONO COME OSPITI AL PARTY.


Un film di Thomas Boothe, Maellanne Bonnicel. Documentario, durata 97 min. –
USA, Francia 2016

Durante una crisi economica, all’ombra di Wall Street,un’istituzione che rappresenta una poco
conosciuta tradizione americana esplode. La “Park Slope Food Coop”: un supermercato
ccoperativa dove tutti i 16.000 soci lavorano tre ore al mese per guadagnarsi il diritto di
comprare il miglior cibo di New York a prezzi stracciati. Il successo di questa cooperativa
costituisce una cattiva notizia per le ditte che operano nell’alimentazione.
Si assiste all’evoluzione della “Park Slope Food Coop”, adesso divenuta un’istituzione
ben radicata nel cuore di Brooklyn: il modo in cui funziona, le sue tante regole, la diversità ed
eccentricità dei suoi soci. Vediamo come la cultura creata in questa cooperativa dà ai suoi soci
importanti lezioni di democrazia e come ciò rappresenti un potenziale cambiamento nella
mentalità degli americani di fronte ai tempi di crescente difficoltà economica.


 

Questa la rassegna ufficiale….Buona visione!

C.G.S. DON BOSCO

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