6 dicembre 2016 SEGRETI DI FAMIGLIA - METTI UNA SERA AL CINEMA - CGS DON BOSCO VERBANIA Cinecircolo Giovanile Socioculturale

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6 dicembre 2016 SEGRETI DI FAMIGLIA

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SEGRETI DI FAMIGLIA
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SEGRETI DI FAMIGLIA


Segreti di famiglia
Un film di Joachim Trier.   Con Isabelle Huppert, Gabriel Byrne, Jesse Eisenberg, Devin Druid, Amy Ryan.Ruby Jerins, Megan Ketch, David Strathairn, Rachel Brosnahan, Peter Mark Kendall, Leslie Lyles, Venus Schultheis, Sean Cullen, Inna Muratova, Russell Posner, Frankie Verroca, Katrina E. Perkins, Harry Ford   Titolo originale Louder Than Bombs. Drammatico, durata 105 min.  - Norvegia, Francia, Danimarca, USA   2015.  - Teodora Film     

L'eleganza della regia non compensa le mancanze della scrittura    

Marianna Cappi                                                                                                             
Un padre e due figli, il maggiore Jonah e l'adolescente  Conrad, sono costretti a fare i conti con la morte per incidente  stradale della madre, Isabelle Reed, apprezzata fotografa di guerra. Il  lutto riverbera in modo diverso in ognuno di loro, coincidendo con un  momento di difficoltà e di svolta, di cui è allo stesso tempo causa e  conseguenza. Le circostanze della morte di Isabelle condizionano i  sentimenti e i pensieri dei tre uomini, così come le scelte da lei fatte  in vita hanno condizionato fino all'ultimo l'esistenza e i legami della  famiglia.
Il primo film in lingua inglese del norvegese Joachim Trier, e il terzo  della sua promettente carriera, sa chiaramente dove andare a  posizionarsi: nel melodramma negato, nevrotico e trattenuto, dove i  movimenti della psiche -le accelerazioni, le ossessioni, le deviazioni,  le epifanie- fanno più rumore delle bombe. Non a caso, tutto ciò che  riguarda il lavoro di Isabelle, che riguarda la guerra, e che ha  occupato il primo posto nella sua vita, non è veramente oggetto di  indagine: Trier non si occupa né della natura degli scatti fotografici  né del disagio della donna, liquidandolo con le informazioni più note e  cronachistiche sull'argomento (dipendenza dall'adrenalina, perdita del  senso delle cose, schizofrenia perpetua tra il presente e l'altrove).  Tutto credibile, certo, ma niente di personale.
Ciò che interessa al regista sono invece le ricadute di quel disagio e  di quel destino su chi è sopravvissuto. Per raccontarle, Trier ricorre  ad una forma piuttosto affascinante, che scivola fluidamente da un  personaggio all'altro, da un capitolo all'altro, quasi da un film  all'altro, come la macchina da presa scivola tra le diverse stanze della  casa di famiglia, e avanti e indietro nel tempo, tra realtà e  costruzione, e tra diversi punti di vista (anche se quello di Conrad  risulta privilegiato, perché è lui a trasformare l'enigma in  letteratura).
Peccato che alla forma non corrisponda una materia narrativa altrettanto  attraente. I cliché dell'amante-collega (per di più raddoppiato e  associato ad entrambi i personaggi adulti, in nome di chissà quale  specularità), o il passato di Jonah che ritorna nella figura dell'ex  fidanzata, non costituiscono un materiale veritiero ma sono anzi  situazioni tipiche di questo genere di racconto, false aperture, che  chiudono il film su un già visto, verosimile ma passivo. Come accadeva  per Oslo, August 31st, in maniera diversa, Louder than bombs  è un film autocompiaciuto, al punto da non rendersi conto che  l'indubbia eleganza della regia non compensa l'inautenticità della  scrittura.                
                              

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